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Ronaldinho salva il Milan: 1-1
view post Posted on 4/10/2009, 19:20Quote
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Ronaldinho salva il Milan: 1-1
<b>Atalanta in dieci, pari a 7' dalla fine</b

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A sette minuti dalla fine, Ronaldinho ha trovato il gol che evita al Milan l'ennesima sconfitta e, forse, salva la panchina di Leonardo. A Bergamo, contro l'Atalanta, finisce 1-1 dopo una gara in cui comunque i rossoneri hanno ancora molto stentato nel gioco. Decisiva, sull'1-0 per i nerazzurri (Tiribocchi al 21') l'espulsione di Radovanovic. Nella ripresa, dopo una palla-gol e una traversa di Pato, il forcing rossonero ha prodotto almeno il pari.

LA PARTITA
La canzone del Milan rimane la stessa: parole amare, armonia inesistente, stecche a bizzeffe. Cambia solo il finale, che stavolta non parla di una sconfitta e può almeno raccontare di un gol all'attivo e proprio di Ronaldinho, giocatore-simbolo dell'irresistibile discesa rossonera e "cattivo" dell'immediata vigilia dopo la scoperta della sua ennesima fuga verso discoteche e ore piccole.

Era comuque difficile, pressoché utopico, aspettarsi una rivoluzione in pochi giorni. Gli uomini sono quelli, giocatore e allenatore, e non basta tentare di metterci un minimo di cuore, di orgoglio per vincere le partite. Specie se anche stavolta il primo tiro nello specchio di Storari è quello buono per colpire al mento il povero Diavolo e lasciarlo lì, esanime, per terra. E non si può parlare di sfortuna se la prima conclusione dell'Atalanta corrisponde a un'occasione pulita, irrinunciabile per un giocatore che ha sempre avuto buon feeling con il gol come Tiribocchi. L'1-0 nasce dalla fascia sinistra rossonera, dove Zambrotta, non protetto da alcun centrocampista alla faccia dell'iniziale 4-4-2 provato da Leonardo, non ha opposto resistenza a chiunque abbia provato con energia dalla sua parte, così come fa Radovanovic nell'azione che porta al vantaggio atalantino. Proprio Radovanovic, al 40', è l'uomo che inietta una fialetta di speranza nelle vene milaniste. Già ammonito, trattiene Pato sulla linea di centrocampo: Rocchi, più fiscale di qualsiasi evasione, lo butta fuori scatenando l'ira violenta degli atalantini e del loro pubblico. Ai milanisti, invece, la rabbia di constatare che, senza un cambio di marcia, dieci avversari corrono più e meglio dei loro eroi in ribasso.

La traduzione di questa esigenza compiuta da Leonardo è apparentemente paradossale: entra Ronaldinho in un Milan che conosce l'ennesima genesi tattica a gara in corso. Adesso è un 4-2-3-1 con Nesta e Favalli di guardia e tutti gli altri ammucchiati davanti. Pato, dopo soli 3 minuti, fa e disfa davanti a Consigli: grande a costruirsi lo spazio per il tiro, incredibile l'errore -ma bravo anche il portiere atalantino- quando l'1-1 sembra cosa fatta. Usciti Tiribocchi e Doni (causa: Gattuso), anche l'angosciato ma determinatissimo Nesta si butta avanti offrendo piedi e idee molto migliori di quelle proposte da chi l'assist-man dovrebbe farlo per mestiere. L'arrembaggio rossonero non fa saltare i sismografi, ma produce situazioni buone per il sospiratissimo gol. La più grande è sui piedi di Pato, che arriva per primo su una respinta di Consigli su rasoiata di Ronaldinho: porta spalancata, palla sulla traversa. Pare una maledizione, una inedita giustizia per una squadra così male in arnese. Poi, dall'ennesima mischia, il perfetto assist di Nesta per lo stop di petto e la zampata del Gaucho nell'angolino basso. Dopo quasi quattro partite intere, la sfera è nella rete altrui. La nuova, bruciante sconfitta è evitata. Che tutto ciò sia sufficiente per rimettere in piedi un progetto continua a rimanere ai confini dell'utopia calcistica.

LE PAGELLE

Gattuso 4,5 "Ringhio" è da tempo identificato come l'anima del Milan. Un assioma che vale anche oggi, quando rappresenta alla perfezione una squadra non certo priva di volontà, ma a terra dal punto di vista tecnico, tattico, psicologico. Corre tanto, quasi sempre a vuoto, sbaglia cose elementari, preda dei nervi e della frustrazione azzoppa il povero Doni che con i guai del Milan, lo si può giurare, non c'entra proprio nulla.

Doni 7 I casi sono due: o in settimana è passato dalla piscina di Cocoon oppure i suoi movimenti e scatti di 35enne bastano e avanzano per mettere in crisi gli opponenti. Crea i presupposti per il gol di Tiribocchi, difende e riparte con l'intelligenza che gli è propria, in 10 gioca da vero capitano. Lo mette fuori una "stecca" di Gattuso: non se lo meritava proprio.

Huntelaar 5 Lo si vede in due occasioni: in una segna in larghissimo fuorigioco e nell'altra cerca di autogestire una potenziale palla-gol che si trasforma, invece, in un taglio alla testa provocato dai denti di Manfredini. Esce a farsi medicare con sguardo corrucciato, grattandosi il crapone acconciato tipo bambino in colonia estiva. E fa istintivamente pensare che non sia proprio il tipo adatto per tirare fuori dai guai lo smarrito Milan.

Nesta 7 L'ultimo baluardo, e non solo a livello tattico. Nella ripresa, causa esaurimento di attaccanti atalantini da tenere d'occhio, gioca in appoggio al confuso centrocampo milanista risultando quantomeno il più deciso. Ci prova su ogni palla alta, lo si vede persino al cross. Incolpevole sul gol atalantino, quando lui chiude su Doni e gli altri osservano. La pietra miliare su cui il Milan dovrà provare a riedificare una squadra.

Rocchi 5 L'espulsione di Radovanovic è esercizio di applicazione ferrea del regolamento che comprende una radicale esclusione del buon senso. Un partita sostanzialmente corretta che si trasforma in una potenziale bolgia e in una sagra del cartellino perché, dopo avere confezionato il pasticcio, il nostro installa una catena di montaggio di "gialli" i più dei quali esagerati.



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